Namibia - Settembre 2026
16.10.2026 09:13Per noi che fin da bambini guardavamo alla televisione i documentari sul deserto del Kalahari la Namibia era un posto mitico e quasi irragiungibile e invece quest’anno siamo riusciti ad andarci festeggiandoci anche i nostri 25 anni di matrimonio!
Come sempre una volta fissato il budget (questa volta veramente importante perché erano quasi tre settimane sul posto e in più i 25 anni di matrimonio) e le ferie firmate la prima cosa che abbiamo prenotato sono stati i voli. Sappiate che dall’Europa ci sono voli diretti solo dalla Germania. Vi ricordiamo che noi viviamo in Francia, quindi alla fine abbiamo preferito un volo con scalo in Sudafrica prenotando con Air France: 2.309,84€ per noi due. Qui apriamo una parentesi: essendo “frequent flyer” Air France il nostro statuto normalmente ci dà diritto ad avere le valigie imbarcate sempre, ma alla fine della prenotazione ci siamo invece resi conto che non risultavano. Abbiamo immediatamente chiamato per aggiungerle o cambiare tariffa ma ci hanno risposto che non c’erano problemi (ricordatevi bene questo dettaglio...).
Dopo i voli per l’organizzazione del viaggio ci siamo affidati a Clara di Atiba Voyage che ci aveva già organizzato due indimenticabili viaggi in Sudafrica nel 2022 (trovate qui il diario) e nel 2025 (qui il diario): per 19 notti (spesso in mezza pensione ma quanto meno sempre con la colazione inclusa), il noleggio di un pick-up con tutte le assicurazioni incluse, i transfert da e per l’aeroporto in Namibia, sei escursioni e una carta sim namibiana abbiamo pagato in totale 12.200€.
Abbiamo in seguito aggiunto anche un’assicurazione sanitaria valida sul posto con Chapka Axa Assistance: 84€ per noi due con coperture sanitarie e anche spese eventuali di rimpatrio per tutto il soggiorno.
Per quanto riguarda le guide qui in Francia abbiamo trovato solo una Lonely Planet e un Petit Futé: abbastanza buone ma non il massimo (ma non se ne trovavano altre).
Abbiamo anche provato a cambiare degli Euro in Dollari Namibiani, ma al nostro ufficio cambi di fiducia a Parigi (abitiamo nella sua regione) ci hanno detto che fuori della Namibia non se ne trovano quindi avremmo dovuto cambiare sul posto o ritirarne sempre sul posto al bancomat. Sul posto poi abbiamo scoperto che i Rand Sudafricani sono ampiamente accettati con il valore 1=1.
Visto che arrivavamo alla fine dell’inverno la profilassi per la malaria non era necessaria (e altri tipi di vaccini non sono obbligatori): in ogni caso vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico di famiglia per maggiori informazioni e capire se è il caso o meno di fare profilassi e/o vaccini.
Per entrare in Namibia c’è un visto di circa 80€ a persona che si fa direttamente alla frontiera arrivando, quindi basta avere il passaporto valido e che non sia in scadenza nei sei mesi seguenti (così come non servono visti per il Sudafrica, ancor di più quando si è in transito come nel nostro caso).
Come sempre ultimamente per i nostri viaggi lunghi abbiamo “prenotato” la nostra Lady Chauffeur, Hayate, per i trasferimenti da e per l’aeroporto: una sicurezza per noi.
Per ultima cosa abbiamo riportato il nostro viaggio sul sito del Ministero degli Affari Esteri, Dove siamo nel mondo: noi vi consigliamo di farlo sempre, non si sa mai...
Quindi non c’è restato che aspettare impazientemente il giorno della partenza! Trovate qui di seguito il diario.
Mercoledì 02 Settembre 2026
Il nostro volo parte la sera tardi, quindi lavoriamo in smart da casa e una volta finito e chiuse le valigie Hayate arriva puntualissima come sempre (anzi anche 5 minuti prima) alle 19,10.
Non c’è molto traffico quindi in mezzora siamo all’aeroporto Charles de Gaulle (da dove decolleremo) verso le 19,40.
Il check-in (dove ci imbarcano senza alcun problema le valigie fino alla destinazione finale, tenetelo bene a mente), il passaggio della frontiera e i controlli della sicurezza sono veloci.
Anche l’imbarco è veloce e puntuale, tanto che decolliamo perfettamente in orario alle 23,20.
Giovedì 03 Settembre 2026
Dopo poco più di 10 ore di volo abbastanza tranquillo atterriamo con 30 minuti d’anticipo all’aeroporto O.R. Tambo di Johannesburg alle 09,50.
Abbiamo circa 5 ore di scalo, dobbiamo comunque passare la frontiera (ma con poca fila in quanto nella parte transiti) e di nuovo i controlli di sicurezza (abbastanza veloci). I bagagli invece come detto li recupereremo direttamente in Namibia.
Aspettando di imbarcarci prendiamo due sacchetti di biltong per 580ZAR (Rand Sudafricani) che ci saranno utili durante il viaggio soprattutto per i pranzi durante gli spostamenti.
Il secondo volo sarà assicurato dalla South African Airways: ci imbarchiamo velocemente e decolliamo con 20 minuti d’anticipo alle 15,05.
Atterriamo con 20 minuti d’anticipo alle 17,00 all’aeroporto Hosea Kutako di Windhoek, la capitale della Namibia. E per essere l’aeroporto di una capitale è incredibilmente piccolo!
Scendendo dall’aereo e prima di entrare in aeroporto dobbiamo passare su una sorta di disinfettante per le scarpe (e sull’aereo hanno spruzzato un altro disinfettante prima di scendere). Una volta dentro dobbiamo riempire un formulario per il visto e renderci poi al banco della frontiera dove una simpatica poliziotta ci tampona il passaporto col visto (che paghiamo con la carta di credito: 1.600N$ a visto).
I bagagli li recuperiamo immediatamente dopo la frontiera e subito fuori c’è una persona che ci aspetta per accompagnarci al primo B&B di queste vacanze. Subito prima di lasciare l’aeroporto abbiamo cambiato 330€ per 5.982,90N$ da Seguro.
In circa mezzora arriviamo quindi alla Londiningi Guesthouse, dove ci accolgono con del tè freddo. La camera è molto bella e troviamo la prima di una serie di sorprese per i nostri 25 anni di matrimonio: una cartina della Namibia disegnata da un’artista del Mozambico (dove Atiba ha sede) con il nostro viaggio e un bigliettino di Clara e Atiba con gli auguri (e anche uno della Londiningi)! Un gesto inaspettato e commovente da parte di Clara, che oramai per noi è quasi un’amica anche se non ci siamo mai incontrati (per ora).
Qui avevamo inclusa solo la colazione, ma abbiamo aggiunto anche la cena: un’insalata di barbabietole e noci in antipasto, una sorta di bobotie con verdure come piatto, un pudding alla cannella con gelato alla vaniglia, una birra e una bottiglia d’acqua per 763N$. Tutto eccellente!
E poi ci mettiamo a dormire per questa prima notte in Namibia.
Venerdì 04 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo una buona colazione, richiudiamo le valigie e facciamo check-out pagando la cena.
Nel frattempo arriva James che ci porta alla Desert Car Hire dove recuperiamo il pick-up che ci accompagnerà per tutte le vacanze, una Toyota Hilux. James è il proprietario dell’autonoleggio e un altro ragazzo molto gentile ci spiega tutti i segreti della macchina, incluso come cambiare una ruota (ci sono ben due ruote di scorta!!!!!).
Qui incontriamo anche Mireille, che è la referente di Atiba qui in Namibia. Ci fa un briefing sul viaggio dandoci molti consigli su come guidare, dove fermarci sulla strada per visitare luoghi interessanti, dove evitare di fermarsi, una cartina con l’itinerario tracciato e la carta Sim della Namibia con le ricariche per le tre settimane.
Quindi carichiamo i bagagli e ci fermiamo immediatamente a fare diesel in quanto il serbatoio è a metà pieno (da riconsegnare così). Regola d’oro in Namibia: non far mai scendere il serbatoio sotto la metà se possibile in quanto i distributori sono rari e fra loro potrebbero esserci distanze di centinaia di kilometri.
Da Woermann Fresh Olympia ci fermiamo a prendere una potato salad, del melone a pezzi e due bottiglie d’acqua per 104,50N$.
Circa un’ora di strada (vi ricordiamo che in Namibia si guida a sinistra quindi noi chiediamo se possibile sempre una macchina automatica) e arriviamo a Lake Oanob (40N$ a persona per poter arrivare sul lago). Ne approfittiamo per pranzare con le cose prese al supermercato e poi al ristorante con una splendida terrazza che si affaccia sul bel lago prendiamo due caffè per 100N$.
Impieghiamo altri 45 minuti di strada immersi nei bei paesaggi del Deserto del Kalahari per arrivare al lodge che Clara ci ha prenotato per questa notte, il Teufelskrallen Lodge: si tratta di una tenda con tutti i confort (o quasi). Letto, frigo, ventilatore e il bagno con la doccia sono all’esterno ma coperti. Il tutto è molto bello e con una bella vista sul deserto.
Alle 16,00 torniamo alla reception (che è a tre kilometri dalla tenda, insieme al ristorante): abbiamo un safari (o drive) al tramonto (sundowner). La nostra guida sarà Joannes (John per gli amici) e con noi ci sono una coppia di Danesi, tre Tedeschi e un Marocchino che vive in Germania. Abbiamo la fortuna di vedere già molti animali, come impala, springbok, zebre, giraffe, struzzi, volpi e gnu. Assistiamo al primo di una lunga serie di strepitosi tramonti africani facendo un bel pic-nic.
Torniamo al lodge per la cena (qui abbiamo la mezza pensione): un nido di gamberetti con insalata, cosciotto d’agnello al vino rosso con riso e verdure, un pudding di mirtilli, un bicchiere di spumante, uno di vino rosso e una bottiglia d’acqua (175N$ per le bevande). Tutto abbastanza buono e la coppia danese simpaticissima.
Rientriamo alla tenda e ci godiamo un cielo stellato magnifico con la Via Lattea che si vede interamente formando un arco su di noi. Un’emozione incredibile, mai visto un cielo così!
E poi ci mettiamo a dormire, ma sembra siamo capitati alla fine di un’ondata di freddo (e dell’inverno): nella tenda ci sono solo 11° (per fortuna a disposizione molte coperte)!
Sabato 05 Settembre 2026
Ci svegliamo e in tenda la temperatura è scesa ancora: 5°!!!!! Potete quindi immaginare quanto facesse freddo nel bagno e come sia stato “piacevole” lavarsi e fare la doccia... Peccato perché con la giusta temperatura sarebbe stata un’esperienza simpatica e piacevole!
Chiudiamo le valigie e andiamo a fare una buona colazione. Poi facciamo check-out e ripartiamo.
Ancora una volta i paesaggi del Kalahari sono molto belli e siccome hanno avuto molte piogge, al posto della sabbia c’è un incredibile manto erboso che rende il tutto ancor più speciale. E sulla strada per l’appunto piove e a un certo punto ne approfittiamo anche per fare il pieno.
Dopo circa tre ore di strada (e il sole che brilla di nuovo) arriviamo alla Quivertree Forest (115N$ a persona): molto bella e originale. Sulle rocce spuntano tanti animaletti: procavie delle rocce. Ne approfittiamo anche per pranzare con dei mini-cracker che avevamo portato da casa e col biltong.
Rifacciamo di nuovo diesel e in due ore di strada con gli ultimi 80 kilometri su una pista abbastanza buona, seguiti da altri 20 con una pista decisamente più difficile, arriviamo al lodge che Clara ha scelto per noi per le prossime due notti: il Fish River Lodge. Ci accolgono con degli asciugamanini freschi e del tè freddo. Una volta entrati nel lodge la reazione non può che essere di stupore e meraviglia: in effetti è la sola struttura che si affaccia direttamente sul magnifico Fish River Canyon. Effetto wow garantito!
La camera è altrettanto meravigliosa e si affaccia anche lei direttamente sul canyon. Clara ha avvertito tutti gli alloggi che eravamo in viaggio per le nostre nozze d’argento e qui ci offrono un piatto con biltong, cracker, chips, olive, noccioline, pomodorini ripieni e tante altre cose. Un’attenzione che non può che farci piacere.
Disfiamo le valigie, andiamo al lodge dove prendiamo una fetta di torta alla vaniglia col tè (a disposizione degli ospiti) e poi facciamo due passeggiate ai lati del lodge su due sentieri, con scorci magnifici sul canyon.
Aspettando ora di cena (abbiamo la mezza pensione anche qui) ci godiamo la vista spettacolare sul canyon con uno dei tanti tramonti strepitosi. Per cena ci servono una zuppa piccante di zucca, del filetto con verdure, del kinglip (una specie di merluzzo sudafricano) con verdure, un brownie con salsa al cioccolato banco e due bicchieri di vino (100N$ i due). Tutto abbastanza buono.
E poi andiamo a dormire sotto un altro cielo stellato incredibile.
Domenica 06 Settembre 2026
La notte passa tranquilla, ci svegliamo abbastanza presto (con un’alba magnifica sul canyon) e facciamo una buona colazione.
Arriva Floyd, la nostra guida per l’escursione odierna al canyon (prenotata in anticipo), ma ci rendiamo conto che non è proprio quello che ci aspettavamo: in effetti pensavamo fosse una passeggiata (“walk”) con guida sul bordo del canyon, invece si scende nel canyon (e di conseguenza si risale) su un sentiero che implica anche delle mini-arrampicate (“hike”). Madame decide quindi di rinunciare mentre Monsieur ci prova.
Alle 7,30 quindi con Floyd in macchina si arriva al punto di partenza: si scende a precipizio con l’aiuto di catene per un bel pezzetto, poi spiana fino ad arrivare a una gola che scende molto e in cui bisogna farsi largo fra grandi massi, poi si risale leggermente fino ad un grosso pianoro che porta a un punto panoramico più vicino al fiume (senza però scenderci). Qui ci si ferma e si consuma il “pranzo” che ci è stato fornito prima di partire: un enorme wrap al pollo fritto con peperoni, cetrioli e lattuga e poi un’arancia e una mela, dei cracker, della frutta secca, una barretta al burro di arachidi, del succo di frutta e acqua. Monsieur si “limita” al wrap, anche perché sono appena le 9,45 quindi la fame malgrado lo sforzo non è tanta. E poi si rinizia la salita verso la macchina, MA vista la “leggerezza” del wrap le cose non vanno al meglio con dei malori di tanto in tanto per lo sforzo a stomaco più che pieno. Malgrado tutto riusciamo a risalire anche in un tempo ragionevole, 2,30 ore. Floyd è stato gentilissimo e sempre vicino e pronto ad aiutare se proprio le cose fossero degenerate (per fortuna no). Comunque ce l’abbiamo fatta (anche se le gambe ce lo ricorderanno per quasi una settimana!).
Rientriamo quindi al lodge e ci riposiamo fino al sundowner drive che abbiamo deciso di aggiungere visto che Madame ha rinunciato all’escursione della mattina (810N$ a persona). Nel pomeriggio prendiamo una fetta di torta allo zenzero con il tè (a disposizione degli ospiti).
Alle 17,30 partiamo per il sundowner con Gordon e Alex che saranno le nostre guide. Gordon è il nostro autista ed è veramente molto simpatico. Il tramonto sul canyon, con il solito eccellente pic-nic, è strepitoso.
Rientriamo per la cena: zuppa di piselli e un’insalata di arance, patata dolce e mandorle in antipasto, del pollo o del kipling con verdure e riso, un dolce alle noci e due bicchieri di vino (100N$ i due). Tutto molto buono.
Dopo cena abbiamo l’osservazione delle stelle (prenotata in anticipo): c’è di nuovo con noi Gordon con un altro ragazzo, ma rimaniamo un po’ delusi. Il cielo ancora una volta è magnifico, ma utilizzano la stessa applicazione che abbiamo noi sul cellulare, senza darci maggiori informazioni: pensavamo che ci fosse qualcuno che avesse fatto studi di astronomia e ci spiegasse più dettagli, ma va bene lo stesso così (in ogni caso avvertiamo Clara che per i prossimi clienti forse non vale la pena di proporlo).
E poi ci mettiamo a dormire.
Lunedì 07 Settembre 2026
Dopo un’altra notte tranquilla ci svegliamo, facciamo una buona colazione, richiudiamo le valigie, prendiamo qualche souvenir e facciamo check-out.
Rifacciamo la strada “difficile” per riuscire dal lodge e circa tre ore dopo, sempre in un bel paesaggio, siamo ad Aus dove Clara ci ha prenotato la prossima notte (in mezza pensione) al Klein Aus Vista Desert Horse Inn. Il nostro cottage è nella parte dedicata all’Eagle’s Nest e dista circa sette kilometri dalla reception e dal ristorante, ma è veramente molto bello e tipico con un’ambientazione da far west. E in più troviamo una bottiglia di spumante con dei cioccolatini e un bigliettino per i nostri 25 anni!
Facciamo una passeggiata nei dintorni del cottage con dei panorami mozzafiato, ma fa veramente caldo (peccato che non ci abbiano proposto nessun tipo di attività con loro). Quindi decidiamo di ritornare al cottage per riposarci fino ad ora di cena. Un cartello mette in guardia dai babbuini, per fortuna noi non ne abbiamo visti.
Riprendiamo quindi la macchina per tornare al ristorante e cenare: in antipasto del salmone marinato e una zuppa di patate e porri, poi un chili con verdure e un curry wurst con insalata greca, una lemon curd, un eccellente bicchiere di pinotage sudafricano e una bottiglia d’acqua (144N$ le bevande). Tutto eccellente e abbondante!
Rifacciamo quindi i sette kilometri per rientrare al cottage sotto un altro cielo stellato incredibile, ci beviamo lo spumante e ci mettiamo a dormire.
Martedì 08 Settembre 2026
Ci svegliamo dopo una notte tranquilla (anche se una costante delle notti qui in Namibia è il vento forte che abbiamo avuto praticamente ovunque), richiudiamo le valigie e andiamo a fare colazione al ristorante seguita dal check-out (pagando in più delle bevande anche 50N$ a persona per l’ingresso al Parco dove il lodge è costruito).
Ci fermiamo a fare diesel ad Aus e poi in poco più di un’ora in un paesaggio sempre più bello arriviamo a Kolmanskop, città fantasma. Paghiamo 230N$ a persona per l’ingresso e aspettando la visita guidata ci prendiamo due caffè al bar (i migliori della vacanza) per 72N$ e qualche souvenir al negozio.
Poi arriva Clarissa che sarà la nostra guida: molto brava e simpatica. Visita molto interessante. Dopo il tour guidato che dura una mezzoretta si ha la possibilità di girare in autonomia per la cittadina ed entrare nei vari edifici avendo tutto il tempo che si vuole per foto e visita (ma se volete la visita guidata dovete arrivare entro le 11,00).
Lasciamo Kolmanskop e in circa 20 minuti arriviamo a Lüderitz dove Clara ha prenotato per le prossime due notti il B&B Kairos Cottage. La cosa più bella del B&B è senza ombra di dubbio la vista sull’oceano, per il resto la camera è abbastanza semplice e con poco charme, ma va benissimo lo stesso (e il wi-fi non è dei migliori...).
La cittadina è carina, ma piccolina e la si gira rapidamente. Ci fermiamo alla SPAR Luderitz per prendere tre bottiglie d’acqua per 38,45N$.
Torniamo quindi al B&B per riposarci un po’ e poi riusciamo e a pochi passi andiamo a visitare Shark Island (10N$ a persona): molto toccante e ancora una volta un pezzo di storia di cui noi Europei dovremmo vergognarci.
È ora di cena e in macchina andiamo da Essenzeit (39 Hafen St, Luderitz): dei calamari fritti e poi una schnitzel di pollo con mashed potatos, un controfiletto con salsa di formaggio e funghi, un malva pudding, un bicchiere di chenin della Namibia e una bottiglia d’acqua per 665N$. Tutto eccellente e abbondante.
E poi rientriamo al B&B per la nanna.
Mercoledì 09 Settembre 2026
Sveglia e auguri: oggi è il compleanno di Madame!
A colazione prendiamo un’omelette con bacon e formaggio e una “healthy” (muesli con banana, mela e yogurt), dei toast con confettura e del caffè. Molto buona.
Partiamo per fare il giro della Penisola di Lüderitz, ma il GPS ci manda su una strada senza uscita e con il cellulare sembra che l’unica strada sia in lavori. Dopo un po’ di va e vieni capiamo che la strada in lavori in effetti non è chiusa e quindi possiamo finalmente prenderla.
La Penisola è bella con paesaggi che variano molto. Allo Skip Skop Coffee Shop (937R+MHJ, Diaz Point Campsite, Unnamed Road, Luderitz) ci fermiamo a prendere una cioccolata calda e un caffelatte per 80N$ (e 5N$ per usare i bagni).
Torniamo quindi a Lüderitz per ora di pranzo dove ci fermiamo da Cosy Corner Cofee Shop (9533+F7H, Luderitz): prendiamo due cheeseburger e una bottiglia d’acqua per 188N$. Molto buoni e locale tipico.
Rientriamo quindi al B&B dove ci prendiamo un caffè in camera e ci riposiamo un po’ prima di riprendere la macchina e arrivare in poco meno di mezzora ad Agate Beach, ma onestamente non è un granché, cosa che ci porta a pensare che tutto sommato qui a Lüderitz sarebbe forse bastata una notte, ma va benissimo anche così.
Rientrando ci fermiamo a fare di nuovo il pieno e a misurare la pressione delle gomme prima di riposarci di nuovo in camera.
Per cena questa volta andiamo da The Portuguese Fisherman (the Museum, Diaz street next to, Luderitz): prendiamo delle crocchette di tonno e di gamberetti, due fish & chips (di kinglip), un malva pudding, un Portuguese fisherman (pudding con semi di zucca e carota), un bicchiere di vino e una bottiglia d’acqua per 855N$. Tutto eccellente con una fusion di cucina portoghese e africana.
E poi nanna.
Giovedì 10 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo la stessa colazione di ieri, chiudiamo le valigie e facciamo check-out. All’altezza di Aus facciamo di nuovo il pieno e poi cominciamo un lungo tratto che per giorni interi ci farà fare piste sterrate nei vari spostamenti.
Ci vogliono quasi quattro ore in un paesaggio che definire magnifico è poco, per arrivare alle Tiras Mountains e al Namtib Desert Lodge, dove Clara ha previsto una notte. Ci accoglie Thorsten, il proprietario, che ci offre del tè freddo.
Il bungalow è carino, arredato in maniera tipica, ma non c’è l’aria condizionata e fa un caldo quasi torrido, soprattutto arrivando dal quasi freddo di Lüderitz. E niente wi-fi se non a pagamento, una maniera per isolarsi ancora di più e approfittare della bellezza del luogo.
Pranziamo con il biltong e delle merendine che avevamo portato da casa e giochiamo a carte riposandoci un po’. Poi facciamo merenda con una fetta di lemon cake, una di chocolate cake e due rock shandy (limonata frizzante con angostura).
Decidiamo quindi di fare una passeggiata nei dintorni del lodge (peccato che non propongano attività) e poi aspettiamo il bel tramonto prima di andare a cena (anche qui siamo in mezza pensione).
Cena conviviale, in effetti alla stessa grande tavola ci sono tutti gli ospiti del lodge: una famiglia di Olandesi (genitori e due figlie ventenni), un’altra coppia di Olandesi e una di Svizzeri tedeschi (che abbiamo incrociato al lodge al Fish River), oltre a noi e a Thorsten.
Cena tipica namibiana: fegato di orice in antipasto (scelta audace), brasato di orice con riso e verdure, géléé di frutta con crema custard, una birra, un’acqua tonica e un bicchiere di vino bianco. Tutto molto buono e cucina casalinga accompagnata da tante belle chiacchiere.
E poi a nanna ammirando ancora una volta un cielo stellato magnifico (e anche una stella cadente).
Venerdì 11 Settembre 2026
Dopo una notte tranquilla ci svegliamo, facciamo una buona colazione, richiudiamo le valigie, salutiamo gli altri ospiti e facciamo check-out (460N$ per le bevande della cena più la merenda).
Sulla strada facciamo di nuovo il pieno a Betta (dove ritroviamo la famiglia olandese del lodge) e alla stessa stazione di servizio prendiamo una confezione di rusk per 150N$.
Arriviamo al lodge che Clara ci ha prenotato per questa notte nella NamibRand Nature Reserve, il Greenfire Desert Lodge: magnifico e scopriamo che questa sera saremo gli unici ospiti della struttura, in poche parole avremo il lodge tutto per noi!
Qui abbiamo la pensione completa e ci annunciano che per pranzo ci sarà della pasta, quindi pasta al pesto sia! Decisamente troppo cotta, ma mangiabile e soprattutto preparata da due signore gentilissime. L’accompagnamo con una birra e dell’acqua (caffè a disposizione).
Poi ci riposiamo approfittando dell’incredibile vista sulla riserva con un manto erboso che ricopre la sabbia del Deserto del Namib, una vera meraviglia. Ne approfittiamo anche per berci un gin tonic e un’Appletiser.
E Mireille ci informa che il sorvolo in aereo della prossima tappa purtroppo è completo e quindi non potremo farlo (c’è stata un po’ di confusione fra lei e Clara su questo sorvolo, ma non è un problema perché era giusto uno sfizio in più!).
Poi alle 17,00 arriva Isaac che sarà la nostra super guida per il sundowner drive (che è incluso nei pacchetti soggiorno del lodge). Vediamo struzzi, orici e giraffe, ma soprattutto paesaggi mozzafiato! E la Music Mountain, una montagna che in realtà è un cumulo enorme di massi vuoti all’interno e che suonano quando si sbatte con dei sassi sui diversi massi: impressionante e originale. E assistiamo all’ennesimo tramonto bellissimo.
Rientriamo al lodge e le stesse signore del pranzo ci preparano una delle migliori cene della vacanza: zuppa piccante di pomodori con insalata, controfiletto con verdure, una foresta nera, una birra e un sidro.
E poi a nanna soli soletti nel lodge con ancora una volta un cielo stellato come mai!
Sabato 12 Settembre 2026
Dopo una notte tranquillissima ci svegliamo, facciamo un’eccellente colazione sulla magnifica terrazza, richiudiamo le valigie e facciamo check-out (285N$ per le varie bevande). E lasciamo questo paradiso.
Dopo circa 2,30 ore su una strada spettacolare che attraversa il meraviglioso Parco Nazionale Namib-Naukluft arriviamo a Sesriem e al lodge che Clara ci ha prenotato per le prossime due notti qui: il Desert Homestead Lodge. Anche qui ci accolgono con asciugamanini e tè freddo. Il lodge è molto bello e la camera bellissima.
Visto che il sorvolo è saltato decidiamo di prenotare con loro il sundowner per stasera (750N$ a persona) e l’escursione di domani a Sossusvlei (1.950N$ a persona). Aspettando il sundowner andiamo in camera e ci mangiamo un po’ di biltong e dei rusk e poi prendiamo del caffè al lodge (gratuito) e ci riposiamo.
Il sundowner è con Anselem che sarà la nostra guida “privata” in quanto siamo i soli ad averlo prenotato. I paesaggi che attraversiamo sono strabilianti e al momento del tramonto ci fermiamo sotto un albero con gli impressionanti grossi nidi fatti dagli uccelli tessitori socievoli che avevamo già visto negli altri drive. E ci godiamo un altro tramonto eccezionale con un bel pic-nic con un gin tonic e un’aranciata.
Rientriamo quindi al lodge per la cena (abbiamo la mezza pensione anche qui): dei nem vegetariani in antipasto, del manzo con verdure, un dolce alle fragole, una birra, un sidro e dell’acqua (215N$ per le bevande). Tutto molto buono ma servizio un po’ lento.
Prendiamo dei souvenir e andiamo a nanna con un altro cielo stellato bellissimo.
Domenica 13 Settembre 2026
Sveglia presto prima dell’alba e colazione rapida.
E alle 6,15 ci ritroviamo di nuovo con Anselem, ma questa volta con noi ci sono altre tre coppie: una irlandese, una australiana (del Queensland) e una canadese (dell’Alberta). E poi partiamo alla volta di Sossusvlei: impieghiamo una mezzoretta ad arrivare e ogni tanto purtroppo piove (in lontananza vediamo anche dei lampi).
Una volta all’ingresso del Parco si aspetta in fila che apra alle 7,00. E poi entriamo fermandoci dopo qualche kilometro a un primo punto panoramico. Per fortuna non piove più, ma il cielo resta nuvoloso.
E man mano che si va avanti il paesaggio diventa sempre più spettacolare, passiamo davanti la celebre Duna 45 e poi arriviamo al punto dove non si può proseguire salvo se si ha una macchina 4X4, che chiaramente è il nostro caso.
Ancora qualche kilometro fuoristrada (con il “massaggio africano” come dicono qui) e arriviamo alla base del sentiero più difficile che porta alla sommità della duna Big Daddy, la più alta duna del mondo. Dopo qualche esitazione la coppia canadese si lancia e diamo loro appuntamento dall’altra parte.
Arriviamo al parcheggio da dove parte il sentiero “medio” che sale sulla duna e quello più facile per arrivare direttamente a Deadvlei. Madame prende quest’ultimo mentre Monsieur prende quello medio con gli altri. E poi ci si ritrova nella spianata di Deadvlei: un posto veramente incredibile e magico! Ancor più magico perché esce anche il sole.
Una volta tutti riuniti riprendiamo la macchina e in pochi minuti siamo nella bella zona che ha dato il nome al Parco: Sossusvlei. Mentre noi eravamo a Deadvlei Anselem è venuto qui e ha apparecchiato un tavolo con tovaglia, piatti, posate e calici e quindi facciamo una sorta di brunch tutti insieme: dei salatini al formaggio, dei nugget di pollo piccante, dei cheeseburger, della frutta, delle chips, delle merendine, thè freddo, Appletiser e... spumante! Alla fine sarà uno dei momenti più belli e conviviali della vacanza.
Ripartiamo e ci fermiamo a fare delle foto sotto la Duna 45 prima di uscire dal Parco e andare al Canyon di Sesriem: molto carino e piccolino.
Prima di rientrare Anseslem si ferma in farmacia e vediamo che in direzione di Sossusvlei il cielo è quasi nero e sicuramente piove. Rientriamo al lodge verso le 15,45 proprio prima che si scateni una tempesta con pioggia forte, lampi e tuoni. Siamo stati doppiamente fortunati alla fine: siamo riusciti a fare l’escursione senza pioggia (anzi anche con il sole al momento giusto) e alla fine il sorvolo con questo tempo non l’avremmo comunque fatto!
Quindi riposiamo in camera fino a ora di cena: dei mini tacos con gamberetti, del pollo con bacche rosse, crema di camembert, verdure e polenta, un dolce al limone, un bicchiere di vino bianco, un sidro e dell’acqua (285N$ per le bevande). Tutto molto buono e hanno dovuto fare i salti mortali per far entrare tutti gli ospiti nella sala interna vista la pioggia.
Poi rientriamo in camera e prima di metterci a dormire rifacciamo le valigie.
Lunedì 14 Settembre 2026
Facciamo colazione, check-out e partiamo.
Il cielo è ancora un po’ coperto ma i paesaggi che attraversiamo sono sempre quelli spettacolari del Parco Nazionale Namib-Naukluft, veramente notevole. Pian piano che avanziamo comunque il sole comincia ad imporsi.
E quando un’ora e mezza dopo arriviamo nella “mitica” Solitaire il sole brilla di nuovo. Qui ci fermiamo per una delle soste “obbligate” quando si fa un viaggio in Namibia: mangiare la celebre torta di mele da McGregor's Bakery (C14 & C19 Junction - Unit D, Solitaire). Una vera istituzione! Noi abbiamo preso due fette di questo crumble (eccellenti), due caffè e un cinnamon roll (per dopo) per 285N$.
Mentre mangiamo il crumble scopriamo che proprio accanto a noi c’è la coppia di Svizzeri che era con noi alle Tiras Mountains! Comunque Solitaire è molto carina e ne approfittiamo anche per fare di nuovo il pieno.
Ripartiamo e in circa mezzora arriviamo a un altro “must” dei roadtrip in Namibia: il cartello del Tropico del Capricorno. Quindi sosta obbligata per una foto (e nel frattempo ci raggiunge anche la coppia svizzera).
Ripartiamo e attraversiamo il suggestivo Gaub Pass e poi in un’altra ora arriviamo al bel Kuiseb Pass dove ci fermiamo per altre foto (e ripartendo incrociamo di nuovo la coppia svizzera).
Ci vogliono in seguito altre tre ore di strada (che piano piano da bianca diventa finalmente asfaltata) in un paesaggio un po’ più piatto e desertico per raggiungere la nostra prossima tappa: Swakopmund. Qui passeremo due notti alla Cornerstone Guesthouse, il B&B che Clara ci ha prenotato: molto carino e tranquillo.
Disfiamo le valigie e ci facciamo un caffè in camera che accompagniamo dal buon cinnamon roll di Solitaire. E poi ci facciamo una bella passeggiata fino al mare e per la bella cittadina (e ancora una volta incontriamo la coppia svizzera!). Ne approfittiamo anche per prendere altri souvenir.
Rientriamo in camera per lasciare gli acquisti e riposarci prima di cena che facciamo da Ankerplatz Restaurant and wine bar (Sam Nujoma Ave, Swakopmund). Prendiamo una springbok pie, del manzo kapana Namibian style, del gelato, un adult pudding (affogato al rum), una birra e un sidro. Tutto eccellente e abbondante per 798N$. E questa volta al tavolo vicino arriva la coppia di Canadesi di Sossusvlei!
Rientriamo al B&B per fare la nanna.
Martedì 15 Settembre 2026
Ci svegliamo e c’è un nebbione incredibile! Ma oggi è IL GIORNO: oggi festeggiamo infatti 25 anni di matrimonio!
Facciamo una buona colazione e lasciamo un bel po’ di panni da lavare. Quindi facciamo una passeggiata di nuovo nella cittadina che non sembra neanche la stessa: ieri cielo blu e sole mentre stamattina nebbione incredibile. E passeggiando incrociamo la famiglia di Olandesi delle Tiras Mountains.
Ci fermiamo quindi alla SUPERSPAR Swakopmund: prendiamo due tramezzini per il pranzo di domani e tre bottiglie d’acqua per 96N$ che poi lasciamo in camera.
Prendiamo quindi la macchina e in 35 minuti siamo a Walvis Bay da Levo Dunes per le 11,30 (e ci accolgono augurandoci buon anniversario). Mireille ci aveva detto che aveva prenotato l’escursione a Sandwich Harbour per il pomeriggio in quanto spesso la mattina c’è la nebbia e dobbiamo dire che aveva pienamente ragione.
Quindi partiamo con Jonathan, che sarà la nostra guida e il nostro super autista per questa escursione ancora una volta privata dove il Deserto del Namib incontra l’Oceano Atlantico. Ci fermiamo ad ammirare le saline con distese di acqua rosa e poi entriamo nel parco vero e proprio. E per fortuna le nuvole e la nebbia scompaiono. E con Jonathan ci divertiamo veramente: corre con il fuoristrada lungo la spiaggia con le immense dune accanto e poi sale sulle dune e riscende quasi verticalmente, incredibile ed emozionante! Ci fermiamo più di una volta in punti “strategici” per delle foto che saranno indimenticabili.
Avvistiamo anche degli orici e degli springbok che si sono adattati a vivere in questo deserto e poi ci fermiamo proprio di fronte all’oceano per un pranzo speciale con gamberetti, biltong, carne, salatini e dei dolcetti fritti e poi spumante! E anche il caffè fatto al momento con la macchina espresso!
Alla fine l’escursione dura 5 ore! Noi avevamo capito che doveva iniziare alle 13,00 e durarne 3 di ore. Quando lo facciamo notare a Clara ci risponde che oramai dovremmo sapere che non svelano mai tutti i segreti dei viaggi! Comunque sia sarà un altro di quei momenti indimenticabili, anche perché in una giornata speciale per noi.
Rientriamo al B&B e ci facciamo una doccia perché il vento incredibile sulle dune ci ha riempito di sabbia ovunque! E poi ci riposiamo fino ad ora di cena.
Per questa cena speciale abbiamo prenotato il Jetty 1905 Restaurant (A, 1905 On the Jetty Bridge, Swakopmund) che è proprio alla fine del bel pontile di Swakopmund. Prendiamo dei maki spicy di tonno, una seafood chowder, un kingklip jetty (con gamberetti, calamari, cozze e salsa al vino) con riso, un crumble di mele, un malva pudding, due bicchieri di vino e una bottiglia d’acqua per 1.369N$. Tutto eccellente ma col senno di poi forse è meglio venire qui per pranzo in modo da approfittare del panorama e non di sera al buio.
E poi rientriamo in camera rifacendo le valigie prima di metterci a dormire.
Mercoledì 16 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo colazione, check-out e poi in machina andiamo a prendere altri 700N$ ad un bancomat. Poi pieno e controllo pressione delle gomme.
E poi partiamo e per quasi un’ora ci accompagna lo stesso nebbione del giorno prima (se non peggio), poi finalmente scompare e in lontananza vediamo il bel massiccio dello Spitzkoppe. Prendiamo quindi la pista che ci porta alle sue falde (una delle peggiori che faremo) per fare qualche bella foto.
Ancora un paio d’ore e raggiungiamo le Montagne dell’Erongo e, con un po’ di difficoltà per dei lavori, il lodge che Clara ci ha prenotato per questa notte, l’Hohenstein Lodge: anche qui ci accolgono con gli asciugamanini e il tè freddo. Lodge magnifico e forse la più bella stanza delle vacanze!
Fanno un po’ di confusione con l’escursione già prenotata ma poi alla fine tutto si sistema senza problemi. Pranziamo col biltong e i tramezzini presi ieri.
Fa abbastanza caldo, quindi ci riposiamo un po’, ma poi facciamo una passeggiata di un’oretta sotto il lodge con gli animali che vediamo abbastanza vicino (gnu e springbok). Poi rientriamo in camera al fresco aspettando l’ora dell’escursione.
Alle 16,30 prendiamo del tè con una fetta di torta alla vaniglia (50N$ la fetta) e alle 17,00 incontriamo Abram che sarà ancora una volta la nostra guida “privata” in quanto solo noi abbiamo prenotato l’escursione alle pitture rupestri. Incontriamo anche molti animali come zebre, giraffe, gnu e molte antilopi. E le pitture rupestri sono interessanti e Abram veramente gentile e simpatico. Proprio prima del tramonto arriviamo in una zona dove apparecchia e tira fuori un pic-nic (più ricco per i nostri 25 anni). Arriva anche un’altra macchina con una coppia di Francesi e una di Tedeschi. E ancora un bellissimo tramonto.
Rientriamo quindi al lodge per la cena (siamo in mezza pensione anche qui): una zuppa di butternut, del salmone con risotto agli spinaci, un dolce al cioccolato con salsa ai lamponi, un sidro, un bicchiere di vino e una bottiglia d’acqua (175N$ le bevande).
Prendiamo quindi dei souvenir prima di rientrare in camera per dormire sotto un altro bel cielo stellato (anche se la luna comincia a crescere facendo più luce).
Giovedì 17 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo una buona colazione, chiudiamo le valigie e facciamo check-out.
Ci vogliono circa 4,30 ore di strada che diventa sempre più piatta e meno interessante (facciamo ancora il pieno) per arrivare al lodge che Clara ci ha prenotato per questa notte all’ingresso sud del Parco Nazionale di Etosha: il Toshari Lodge (ci accolgono anche qui con gli asciugamanini e il tè freddo).
Lodge carino e bella camera ma alla reception all’inizio ci dicono che siamo in B&B invece che in mezza pensione come prenotato, per fortuna sul voucher che ci ha consegnato Mireille all’inizio delle vacanze c’è scritto “half-board” quindi tutto torna in regola. Ma quando chiediamo se hanno delle attività nel pomeriggio ci dicono che essendo i soli dovremmo pagare come se facessimo un’escursione privata, quindi lasciamo perdere (qui forse troviamo il personale più “freddo” delle vacanze, forse perché il lodge è un po’ più grande e “industriale”).
Pranziamo quindi con il biltong, i rusk e del caffè. E poi ci riposiamo visto che non propongono attività. Prendiamo dei souvenir al negozio e rincontriamo i due ragazzi tedeschi che erano al tramonto con noi ieri.
Al tramonto andiamo alla terrazza del bar e ci prendiamo uno Spritz e un’Appletiser per 180N$. E ci godiamo tranquillamente il momento.
E poi si è fatta ora di cena con un buon buffet e dei piatti cotti al momento su domanda. Prendiamo due bicchieri di vino per 250N$. E ad un certo punto le cameriere si fermano e cominciano a intonare dei canti tradizionali, sicuramente il ricordo più bello di questo lodge.
Rientriamo in camera per la notte sotto un altro bel cielo stellato.
Venerdì 18 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo colazione, richiudiamo le valigie e facciamo check-out. Sulla strada facciamo subito il pieno (sappiate che nel parco di Etosha le pompe sono quasi sempre a secco e uscendo a est il primo distributore è dopo un centinaio di kilometri).
In circa venti minuti siamo all’ingresso sud del Parco Nazionale di Etosha, l’Anderson Gate. Riempiamo un formulario e poi entriamo. Ci fermiamo subito al primo waterhole (pozza d’acqua) dove già ammiriamo giraffe, gnu, springbok e anche uno sciacallo.
Poi arriviamo al campo di Okakuejo dove paghiamo l’ingresso (310N$ a persona) e prendiamo una cartina del parco che ci rimarrà come souvenir.
Qui scopriamo che la strada principale che costeggia il grande lago salato è in lavori, quindi siamo obbligati a fare una lunga deviazione all’interno del parco in un paesaggio senza grande interesse e facendoci saltare anche qualche waterhole quindi con meno probabilità di vedere animali. E in effetti in questo tratto (fra l’altro con una pista abbastanza dissestata) non vediamo molto. In più purtroppo si vedono ancora le tracce dell’enorme incendio che ha colpito il Parco un anno fa con lunghi tratti di vegetazione bruciata senza animali in vista evidentemente.
Alla fine riusciamo ad arrivare al secondo campo, quello di Halali dove ci fermiamo per pranzare, ma dobbiamo dire che il confronto con il Kruger che abbiamo fatto lo scorso anno è quasi impietoso: il Kruger è sicuramente meglio organizzato, i campi decisamente migliori con negozi dove si trova di tutto, inclusi sandwich, strade messe meglio, paesaggi più belli e alla fine anche più animali. Visto che nel negozio non vendono panini e che non abbiamo voglia di sederci al ristorante pranziamo con i cracker, il biltong e i rusk. E incredibilmente rivediamo la famiglia olandese!
Ripartiamo e finalmente riusciamo a ripercorrere la strada principale che da qui non è più in lavori, ammirando la grande distesa di acqua salata (Pan) e facendo molte deviazioni per andare ai waterhole, alcune volte con la fortuna di vedere animali altre volte arrivando a waterhole secchi anche se segnalati con acqua.
Arriviamo infine all’ultimo campo a est il Namutoni e ci reputiamo comunque fortunati perché tutto sommato abbiamo visto giraffe, zebre, sciacalli, impala, springbok, struzzi, un rinoceronte, elefanti (alcuni che facevano il bagno in un waterhole!), kudu, tanti uccelli e due leoni in lontananza.
Usciamo quindi dall’ingresso est del parco, Namutomi Gate (controllano il bagagliaio nel caso in cui fossimo dei bracconieri) e proprio subito dopo la porta c’è il lodge che Clara ci ha prenotato per le prossime due notti in mezza pensione: il Mokuti Lodge.
Ci accolgono anche qui con asciugamanini e tè freddo. Il lodge è magnifico, probabilmente il più bello della vacanza (e anche un po’ “sprecato” perché lo vedremmo meglio in una bella località di mare dove passarci una settimana). La camera è meravigliosa (anche se quella dell’Hohenstein resta la più bella) e ci hanno decorato il letto con petali di fiori per i nostri 25 anni e ci hanno lasciato un piattino con frutta e cioccolatini (e il minibar è incluso).
Prima di andare a cena prenotiamo dei massaggi per domani. A cena c’è un eccellente buffet con una parte di carne cucinata al momento. Ci aggiungiamo una birra e una bottiglia d’acqua per 132N$.
E poi andiamo a nanna (con la stanza preparata per la notte) con un bel cielo, ma la luna è sempre più piena quindi la luce ce lo fa sembrare un pelo “meno bello”.
Sabato 19 Settembre 2026
Ci svegliamo e andiamo a fare un’eccellente colazione. Oggi sarà una giornata essenzialmente di riposo e relax.
Quindi ci mettiamo in piscina e vediamo delle antilopi che passeggiano tranquillamente nel lodge mangiando l’erba e quando Madame va a fare il massaggio di 60 minuti (790N$) in piscina arrivano anche una moltitudine di manguste che vanno ovunque e un gruppetto decide che prendere il sole su un lettino accanto agli ospiti è un’idea meravigliosa (e comunque noi le amiamo particolarmente perché tengono lontani i serpenti)!
Andiamo quindi a fare un aperitivo in camera, visto che il frigobar è incluso: una birra, un’acqua tonica e del biltong.
E poi andiamo a fare un pranzo “leggero”: un’insalata caprese, una greca, un carpaccio d’ananas e una bottiglia d’acqua. Il tutto eccellente e per 455N$. Il caffè con i rusk lo prendiamo invece in camera.
Poi nel pomeriggio mentre Madame si riposa in piscina è il turno di Monsieur di fare il massaggio, di 90 minuti (1.000N$).
Quindi ancora riposo in piscina e aperitivo in camera con spumante e biltong prima di andare a cenare con l’eccellente buffet.
Dopo cena alle 21,00 abbiamo il drive notturno (già pagato e prenotato con Clara) con Abasha, la nostra guida: con noi c’è una coppia di ragazzi tedeschi. Vediamo qualche animale: un marabù, dei bush babies, delle antilopi, giraffe, un’istrice e dei genet. È la seconda volta che facciamo un drive notturno (il primo lo scorso anno al Kruger) ma sarà anche l’ultima perché alla fine non si vedono molti animali (certo come tutti i safari ci vuole anche fortuna, ma la notte ancor di più).
Dopo circa due ore rientriamo quindi al lodge e andiamo a dormire (con la stanza preparata).
Domenica 20 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo colazione, rifacciamo le valigie, facciamo check-out e lasciamo questo meraviglioso lodge.
Sulla strada ci fermiamo a fare per l’ennesima volta il pieno e compriamo delle chips per 31N$.
Verso le 11,30 arriviamo al lodge che Clara ci ha prenotato per questa notte nella regione di Otavi: il Gabus Safari Lodge. Molto bello e tipico.
Aspettando che la camera sia pronta ci mangiamo del biltong e i rusk (siamo in mezza pensione anche qui).
La camera è bella e dà su un punto d’acqua dove gli animali vengono a dissetarsi, quindi ci godiamo lo spettacolo con antilopi, facoceri e struzzi (alcuni di questi vagano anche fra i cottage).
Ci riposiamo quindi fino alle 16,45 quando partiamo per il sundowner drive (aggiunto qui per 600N$ a persona). Il drive è fatto dal proprietario del lodge e con noi ci sono altri sei Tedeschi. Vediamo moltissime giraffe e poi gnu, impala, zebre, orici, struzzi, facoceri e babbuini. E ci fermiamo per un altro tramonto spettacolare con salatini, birra e Appletiser. L’unico punto un po’ negativo è che il proprietario è Tedesco anche lui quindi parla essenzialmente in tedesco con gli altri e di tanto in tanto in inglese con noi (ma va bene lo stesso).
Rientriamo per la cena dove ci hanno riservato il tavolo migliore per i nostri 25 anni proprio di fronte al punto d’acqua, quindi gustandoci una buona cena a buffet ci godiamo la vista di tutti gli animali che vengono a dissetarsi. Aggiungiamo due bicchieri di vino e una bottiglia d’acqua per 125N$.
E poi andiamo a dormire.
Lunedì 21 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo una buona colazione, richiudiamo le valigie, e facciamo check-out prendendo anche qualche souvenir.
Un po’ più di quattro ore di strada facendo ancora una volta il pieno (e con i GPS che fanno qualche capriccio) e arriviamo all’ultimo lodge che Clara ci ha prenotato per quest’ultima notte in Namibia: l’Okapuka Safari Lodge. Un altro lodge bellissimo con un’altrettanto bella camera e con un piattino con biltong, salatini, cioccolatini e una bottiglietta di spumante per i nostri 25 anni!
Prendiamo dei rusk e del caffè in camera (siamo in mezza pensione anche qui) e ci riposiamo fino alle 16,30 quando abbiamo l’ultimo sundowner drive delle vacanze (aggiunto qui arrivando per 935N$ a persona).
La nostra guida sarà Presley e con noi ci sono ancora una volta quattro Tedeschi. Alla fine sarà forse il più bello fra tutti i safari fatti, con molti animali visti: giraffe, zebre, springbok, orici, antilopi, struzzi, sciacalli, coccodrilli e rinoceronti (due coppie di mamma con figlio). E un mega pic-nic al solito bellissimo tramonto.
Rientriamo e passiamo in camera prima di andare a cena e abbiamo la sorpresa di ritrovarci un gattino coccolone davanti la porta (se non fosse troppo complicato quasi quasi ce lo porteremmo a casa!).
Quindi andiamo a cena: zuppa di pollo, springbok con spinaci, kinglip con verdure, un muffin al limone, un bicchiere di vino rosso e una bottiglia d’acqua. Tutto eccellente e 162N$ per le bevande.
E poi andiamo in camera per quest’ultima notte in Namibia (e niente gattino).
Martedì 22 Settembre 2026
Ci svegliamo, facciamo un’ottima colazione, richiudiamo le valigie e facciamo check-out.
In circa 30 minuti siamo in centro di Windhoek. Parcheggiamo e facciamo un rapido giro ammirando la Christuskirche, il Museo dell’Indipendenza, la fortezza Alte Feste e il Parlamento con le sue splendide jacarande in fiore (si sono già cominciate a vedere da Otavi).
Poi in neanche dieci minuti verso le 10,00 siamo da Desert Car Hire dove riconsegniamo la macchina rapidamente. E lo stesso ragazzo che ci aveva accolto all’andata ci riaccompagna in aeroporto in una mezzoretta.
Andiamo quindi a fare check-in e l’impiegato della Airlink ci dice che i bagagli non sono inclusi e che quindi dobbiamo pagare un supplemento. Andiamo al banco della Airlink dove ci fanno pagare 3.254N$ per imbarcare le nostre valigie fino a Città del Capo (e dobbiamo ringraziare Air France per questo disservizio). In più non sono proprio gentili.
Il passaggio della frontiera e i controlli di sicurezza sono veloci. L’imbarco invece è un po’ confusionario, comunque alla fine decolliamo con solo 5 minuti di ritardo alle 13,45 ma arriviamo a Città del Capo con 5 minuti d’anticipo alle 15,40.
Ci mettiamo un po’ per sbarcare in quanto fanno un po’ di confusione con la scala. Poi il passaggio della frontiera è abbastanza rapido. Ma ci tocca recuperare i bagagli perché gli impiegati della Airlink si sono rifiutati di spedirceli direttamente a Parigi.
E poi cominciamo a vagare per l’aeroporto di Cape Town alla ricerca di un banco Air France per poter capire cosa sia successo ma non c’è nessun banco di Air France. E scopriamo che il check-in per poter imbarcare le valigie apre solo tre ore prima del decollo e noi abbiamo ben 8 ore di scalo!
Ci mettiamo quindi su delle scomode poltroncine con i nostri bagagli fra i piedi, poi visto che è quasi ora di cena andiamo da Mugg & Bean dove prendiamo una Caesar salad, una baguette italiana (con affettati e formaggio) e una bottiglia d’acqua per 257ZAR (Rand Sudafricani). Molto buoni.
Alla fine aprono il check-in quattro ore prima del decollo: fanno anche qui qualche storia per le valigie ma alla fine ce le imbarcano senza supplemento. E poi la frontiera e i controlli di sicurezza sono abbastanza veloci.
Quindi aspettiamo di imbarcarci e ne approfittiamo anche per acquistare due bottiglie di pinotage sudafricano da riportare a casa.
Mercoledì 23 Settembre 2026
Dopo un imbarco un po’ laborioso ma tutto sommato veloce decolliamo in orario alle 00,15. E questa volta il volo risulta un po’ meno all’altezza di altre volte: i pasti serviti a ore assurde (la cena verso l’1,00 di notte!), non c’è wi-fi e la scelta di film e intrattenimento molto limitata (per fortuna è essenzialmente un volo di notte).
Dopo poco più di 11,30 ore di volo atterriamo a Parigi con 20 minuti d’anticipo alle 11,55. Ci mettiamo 15 minuti per passare la frontiera ma i nostri bagagli arrivano subito.
E Hayate come sempre è lì che ci sta aspettando. In circa mezzora ci riporta a casa (125€ per i due tragitti).
E anche queste meravigliose e indimenticabili vacanze sono finite!
Per vostra informazione: abbiamo fatto reclamo ad Air France per la storia delle valigie ma non è stato accettato. Comunque alla fine abbiamo pagato meno che se avessimo cambiato tariffa con le valigie incluse, quindi tutto sommato c’è andata bene (solo disorganizzazione e tempo perso per nulla).
Qualche consiglio e informazione su un viaggio importante come questo e sulla Namibia in generale.
La prima cosa nonché la più importante di tutte ci sembra evidente: fatevi organizzare il viaggio da Clara e da Atiba Voyage perché sarete sicuri di non avere brutte sorprese e tutto sarà perfetto, dall’organizzazione al viaggio vero e proprio sul posto.
Capitolo mance, molto importante. Hanno un sistema che ricorda molto gli Stati Uniti: noi abbiamo lasciato mance ogni volta che abbiamo cenato o pranzato, lasciato mance alle guide, lasciato mance nell’apposita cassettina ai check-out in ogni lodge, lasciato mance ai benzinai che ogni volta ci lavavano i vetri, i finestrini e gli specchietti (alla fine ci siamo ritrovati con una macchina sporchissima ma con dei finestrini immacolati!), lasciato la mancia quando si parcheggiava, lasciato la mancia al ragazzo che ci ha fatto i transfert e a quello che ci ha spiegato tutte le cose della macchina... insomma tenete con voi sempre dei soldi perché ne avrete bisogno!
Per quanto riguarda invece la benzina (o il diesel come nel nostro caso) il fatto che ci siano pochi distributori e a volte a centinaia di kilometri fra loro non è un mito, al contrario è una cosa più che reale, quindi appena attraversate un posto dove c’è una pompa di benzina fatela, anche se pensate di averne a sufficienza: meglio avere il serbatoio pieno che rischiare di rimanere a secco!
Le strade in Namibia sono classificate con le lettere:
- A: sono le autostrade a doppia carreggiata e doppia corsia (gratuite comunque);
- B: corrispondono alle nostre strade statali e sono asfaltate e sono in generale a carreggiata unica;
- C: sono le strade secondarie e per la maggior parte sono sterrate (soprattutto nel sud, nel nord invece erano spesso asfaltate);
- D: sono le vere e proprie piste sterrate (anche se a volte le D erano meglio delle C);
- F: sono strade private per accedere alle fattorie più interne (normalmente non avrete bisogno di prenderle);
- M: sono le strade comunali (possono essere sterrate anche loro);
- P: sono le strade private, di solito sono quelle che si prendono per andare nei lodge e generalmente sono sterrate.
Noi per fortuna non abbiamo bucato la gomma, ma viste le strade sterrate che si prendono non è una cosa poi così rara, quindi preparatevi psicologicamente a questa eventualità, anche perché cambiare una ruota di un pick-up non è certo facile come su un’utilitaria...
Per quanto riguarda il cibo noi abbiamo mangiato bene praticamente ovunque. Chiaramente la carne la fa da padrone, anche perché essendo una nazione essenzialmente desertica far crescere frutta e verdura non è semplice. E carne di tutti i tipi, non solo manzo o pollo (la loro verdura come ci ha detto scherzando Jonathan a Sandwich Harbour), ma anche molta cacciagione locale (essenzialmente antilopi). E molto piccante! Pensiamo che un vegetariano da queste parti avrebbe abbastanza difficoltà a seguire la sua dieta, ma tutto sommato fattibile se si accontenta di quel poco che si trova.
La situazione sociale ci è sembrata tutto sommato meno brutta e pesante che in Sudafrica. Certamente abbiamo visto anche qui delle township, ma meno frequenti, più piccole e in stati migliori che in Sudafrica.
Essendo stata una ex colonia tedesca abbiamo incrociato moltissimi turisti tedeschi: in effetti qui nei lodge spesso parlano tedesco e molti Tedeschi (o Austriaci o Svizzeri) si sono trasferiti qui aprendo attività turistiche, il che spiega che la maggior parte dei turisti sia di lingua tedesca.
E per finire cosa dire di più? Pensiamo che abbiate capito che questo viaggio ci è piaciuto enormemente. Che i paesaggi che abbiamo ammirato qui in Namibia (soprattutto nel sud con il Fish River Canyon e i deserti del Kalahari e del Namib) sono incredibili e magnifici. Una sensazione di immensità indescrivibile. Per quanto riguarda gli animali tutto sommato ne abbiamo visti di più in Sudafrica, ma non ci possiamo comunque lamentare (ma ci sono mancati i felini!). E le persone sono tutte estremamente gentili e simpatiche.
E ancora un immenso grazie a Clara (e Atiba Voyage) che è riuscita a rendere questo viaggio per i nostri 25 anni di matrimonio ancor più speciale di quello che aveva già fatto nei precedenti due viaggi in Sudafrica.
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